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IL MEDICO RISPONDE PAGINA 4.

Potete inviare le vostre domande su argomenti di carattere generale riguardanti le malattie reumatiche a:
atmar@reumaticitrentino.it.
La redazione del sito provvederà a trasmetterle ai medici che risponderanno direttamente sul sito.
Si fa presente che non è possibile richiedere risposte e diagnosi di carattere individuale, per le quali
è necessario rivolgersi direttamente al proprio specialista.


Argomenti delle domande Pag.4

pag.1 - pag.2 - pag.3 - pag.4 - pag 5 - pag 6 - pag 7

plaquenil o lyrica nella connettivite e fibromialgia ??
Risponde il Dott.Giuseppe Paolazzi, Direttore dell Unità Operativa di Reumatologia dell Ospedale S. Chiara di Trento
Artrite psoriasica e calore alle articolazioni
Risponde il Dott. Roberto Bortolotti
Artrite psoriasica o artrite reumatoide?
Risponde il Dott.Giuseppe Paolazzi, Direttore dell Unità Operativa di Reumatologia dell Ospedale S. Chiara di Trento
Iperostosi e artrite
Risponde il Dott. Roberto Bortolotti
Artrite psoriasica
Risponde il Dott.Giuseppe Paolazzi, Direttore dell'Unità Operativa di Reumatologia dell Ospedale S. Chiara di Trento
terapie balneo-termali e fibromialgia
Risponde il Dott.Giuseppe Paolazzi, Direttore dell Unità Operativa di Reumatologia dell Ospedale S. Chiara di Trento
Fangoterapia e Pressione Arteriosa
Risponde il Dott.Roberto Bortolotti dell'Unità Operativa di Reumatologia dell Ospedale S. Chiara di Trento
Remissione nell'artrite
Risponde il Dott.Giuseppe Paolazzi direttore dell'Unità Operativa di Reumatologia dell Ospedale S. Chiara di Trento
Influenza suina e artrite reumatoide
Risponde il Dott.Giuseppe Paolazzi direttore dell'Unità Operativa di Reumatologia dell Ospedale S. Chiara di Trento
L'artrite oligoarticolare giovanile
Risponde il Dott.Giuseppe Paolazzi direttore dell'Unità Operativa di Reumatologia dell Ospedale S. Chiara di Trento
ARTRITE REUMATOIDE: quali possibilità di cura?
Risponde il Dott.Roberto Bortolotti dell'Unità Operativa di Reumatologia dell Ospedale S. Chiara di Trento

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DOMANDA 1-2009

Plaquenil o lyrica nella connettivite e fibromialgia ??

Buongiorno sono una paziente, affetta da connettivite indifferenziata e fibromialgia,con pos FAN e modico consumo del C3. Ho seguito terapia per fibromialgia con Lyrica paroxetina+samyr,però da diversi mesi un dolore all'osso sacro mi tormenta. Eseguito rx bacino che evidenzia discreta irregolare sclerosi dei capi articolari di entrambe le sicondrosi sacro+iliache ,prevalenti in sede declive ove minime erosioni marginali:Eseguita RMN dove non si evidenzia niente di particolare. Per problemi di strada ho dovuto cambiare reumatologo, il quale mi ha sospeso ogni terapia precedente per la fibromialgia inserendo Plaquenil 200 mg1 cp, neulenic 600 1 cp. Con la sospensione della precedente cura ovviamente sono stata molto male, ripresi fans con sollievo momentaneo ma molta gastrite. LA MIA PAURA E' INIZIARE IL PLAQUENIL  VISTO LA MIA SCARSA TOLLERABILITA' AI FARMACI, O INTRODURRE NUOVAMENTE LA TERAPIA PER LA FIBROMIALGIA CHE PERO' NON AGIVA SUL DOLORE AL SACRO!! GRAZIE!!
Risponde il Dr  Giuseppe Paolazzi          torna all'indice

La terapia con il Plaquenil si può usare nella cura della connettivite indifferenziata. Se lei ha una fibromialgia concomitante deve intraprendere una cura specifica per questa patologia, necessariamente integrata, con il supporto, se necessario, di altri specialisti.

Mi descrive la presenza di una dubbia sacroileite alla Rx non confermata dalla RM. Questo aspetto non è presente né nella connettivite indifferenziata, né nella fibromialgia. Va dunque bene indagato. Va escluso in sostanza la presenza di un dolore lombare infiammatorio e la concomitante presenza eventuale di una spondiloartrite, un malattia reumatica infiammatoria, che ha nella presenza di dolore lombare infiammatorio e di sacroileite la sua essenza. Una RM negativa mi pare peraltro molto significativa nell'escludere un danno a detta articolazione. Il Plaquenil non cura il dolore sacrale. Se con la terapia per la fibromialgia ha persistente dolore al sacro si potrebbe verificare l'efficacia di terapia infiltrativa o di approccio al dolore con altre tecniche.

Dr Giuseppe Paolazzi

 

 

DOMANDA 02-2009
Artrite psoriasica e calore alle articolazioni
Buonasera, scrivo perchè vorrei avere un chiarimento  in merito a un disturbo che mi affligge da qualche giorno. Premetto che soffro di artrite psoriasica ma questo disturbo mi è comunque nuovo.  Mi riferisco a un forte calore improvviso che sento all'altezza delle caviglie e ginocchia in particolar modo della gamba destra. Lo avverto sia mentre cammino che quando sto seduta. E come se avessi un fuoco dentro. La cosa si è ripetuta diverse volte, le ultime due ieri sera verso mezzanotte e oggi verso le 14.   Se possible vorrei anche sapere un altra cosa: da quando ho l'artrite (comunque senza erosioni ossee) è come se le mie mani fossero improvvisamente invecchiate. La pelle è diventata flaccida sulle nocche e raggrinzita sul resto della mano. E normale? sperando in vostro riscontro, saluto cordialmente.
01-2009
Risponde il Dr  Roberto bortolotti        torna all'indice

Il calore avvertito in corrispondenza della articolazione può essere espressione della presenza di infiammazione. A volte, soprattutto se esteso al dì là della zona articolare dolente e non associato a modifica oggettiva della temperatura cutanea, può essere legato ad una alterazione della percezione e quindi alla funzione nei nervi sensitivi. Ciò può essere legato alla malattia o anche ad alcune medicine (come la ciclosporina, ad esempio, che si usa per la cura della artrite e della psoriasi). Le modifiche dell aspetto cutaneo anch esse andrebbero direttamente valutate dal medico, anche in questo caso occorre vedere se sono interessate dalla malattia cutanea  o da altre cause (come la terapia steroidea).

 

Dr Roberto Bortolotti

 

DOMANDA 3-2009

artrite psoriasica o artrite reumatoide?

Gentile dottore, ho 59 anni maschio, le chiedo gentilmente se le artriti reumatoidi e le artriti psoriasiche possono coesistere, e se vi sono medicine che le curano contemporaneamente. Cerco brevemente di rappresentarle i fatti. Nell'anno 2005 accusavo, per la prima volta gonalgia alle due ginocchia, quindi limitazione delle funzioni, gonfiore delle articolazioni, accumulo di liquido infiammatorio,curati con riposo ed antinfiammatorio. Dopo alcuni mesi, progressivamente iniziano piccole lesioni e squamazione della pelle delle punta delle dita di mani e piedi. Vengo ricoverato in day hospital all'ospedale civico di palermo, dove viene eseguita RMN alle ginocchia, e riscontravano evidente degenerazione ed assottigliamento delle cartilagini meniscali e presenza di versamento intrarticolari. Dal che, completati una serie di accertamenti, mi viene diagnosticata la psoriasi artrosica. Da ottobre 2006 ad ottobre 2007 vengo curato, con etanercept (enbrel) con punture sottocutanee da 50 mg x due volte alla settimana. Detta cura ha dato ottimi risultati quindi viene sospesa. Nel mese di ottobre 2008 ho rifatto RX rachide cervicale lombo sacrale bacino, RMX ginicchi dx e sx, e non vi è stato un peggioramento rispetto al 2006. Dopo qualche mese ritornano alcuni dolorini, non più alle ginocchia, ma alle articolazioni della spalla sx, alla cassa toracica in occasione di colpi di tosse, alla mandibola quando mastico il cibo. Inizio una nuova cura con arcoxia, 1 cps al dì x 10 giorni da ripetere se necessario, per il dolore, dovobert 30 mg e ticlapsor, unguenti per il ritorno, se pur lievi di squami alle dita. Da due mesi accuso un dolore che dall'anca scende fino al polpaccio della gamba dx che il medico curante diagnostica come infiammazione del nervo sciatico, curato per un mese con tiocronal 600 1 cps al di, nicetile fiale mattina e sera x 10 giorni, nicetile cps 1 al di x 20 giorni. Il dolore persiste ancora ad oggi. Ho letto attentamente le relazioni dei vostri studi,e vorrei capire col vostro aiuto se le cure che ad oggi ho fatto sono appropriate, se come capisco alcuni sintomi descritti sono interessati sia all'artrite psoriasica, sia all'artrite reumatoide, e se posso rivolgermi, nella provincia di palermo o in sicilia a qualche vostro collaboratore o qualcuno che abbia fatto il corso presso di voi. Vi ringrazio sentitamente di cuore, per la risposta che mi darete.
Risponde il Dr  Giuseppe Paolazzi            torna all'indice

L'artrtie reumatoide e l'artrite psoriasica in genere non coesistono. Sono due affezioni che hanno  bersagli di danno diversi (la membrana sinoviale nella artrite reumatoide, le entesi (punto di congiunzine di legamenti all'osso)  ma anche la membrana sinoviale nella artrite psoriasica). Diciamo che sono  malattie diverse sia come genetica predisponente, sia  come dati epidemiologici, sia come caratteristiche clinche, sia come evoluzione, sia come  "outcome" (esito di malattia).
In genere  le caratteristiche cliniche sono tali da farle distinguere nettamente. Il coinvolgimento "entesitico" è un marcatore della artrite psoriasica. Nella artrite reumatoide il danno sinoviale è la manifestazione preminente. Anche il conivolgimento "assiale" (di colonna) può essere una manifestazione della artrtie psoriasica e non lo è nella artrire reumatoide. Alcune manifestazioni cliniche quali le dattiliti (dito a salcicciotto), il coinvolgimento delle interfalangee distale è tipico della artritre psoriasica e non lo è della artritre reumatoide. Anche  dal lato radioogico le due patologie hanno manifestazioni diverse.
Sono quindi sono affezioni diverse. Può essere però che uno psoriasico abbia una artrite reumatoide o che abbia una artrite psoriasica con caratteristiche cliniche di tipo "reumatoide".
La cura può essere la stessa. In particoalare  sono gli stessi i farmaci di fondo utilizzati (con qualche differenza nella preferenza della scelta in relazione al tipo di malattia ed alla presenza o meno di psoariasi).  Anche l'utilizzo dei farmaci biologici, in caso di non risposta alla terapia tradizionale è simile. Anche in questo caso nella artrire psoriasica si preferiscono utilizzare alcuni anti TNFa rispetto ad altri per la maggior efficacia di alcuni sulle manifestaziioni cutanee, entesitiche e di colonna.
In linea generale la terapia dipende dalla gravita della forma e dal tipo di interessamento. In particoalre è fondamentale, nella artrite psoriasica, definire se c'è preminente interessamento articolare, entesitico  o di colonna. Questi aspetti, associati poi alla gravità dell'impegno, giustificano  la scelta di terapie differenziate.
 Se è stata trattata con un biologico è perchè la sua malattia era attiva nonostante la terapia tradizionale. Ora, se sta recidivando dopo la sua sospensione, ma la recidiva è lieve e non ci sono danni radiologici in progressione,  è corretta una terapia sintomatica con eventuale associazione di un faamaco di fondo tradizionale. Se dovesse ulteriormente peggiorare, nonostante una terapia tradizionale ben condotta, potrà essere ripristinata la terapia con biologici.
Per quanto riguarda la possibilità di essere curato nella sua regione non ci sono problemi. La Sicilia è terra di ottimi reumatologi. Si rivolga, se ha problemi di dove andare, alla associazione malati della sua regione.

Dr Giuseppe Paolazzi

 

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DOMANDA 04-2009
Iperostosi e artrite
Buongiorno. vorrei sapere se l'iperostosi frontale interna  ha a che fare con l'artrite psoriasica (da cui sono affetta). vorrei sapere anche come si fa ad avere la certezza che un'artrite psoriasica abbia variante spondilitica?? diverso tempo prima dell'insorgere dell'artrite ho accusato per mesi un fortissimo dolore coccigeo che mi impediva di alzarmi dalla sedia. nonostante tutto le lastre e la seguente tac non hanno rivelato niente. successivamente su consiglio del medico ho perso circa 5 kg e la cosa è magicamente scomparsa... alla prima visita in cui mi è stata diagnosticata l'AP (anni 29) ho sentito forte dolore al tatto del medico sull'osso sacro. da qui mi è stata fatta diagnosi di artrite psoriasica con variante spondilitica. non c'è nessun esame di laboratorio che può confermare questa cosa? grazie in anticipo.
01-2009
Risponde il Dr  Roberto bortolotti       torna all'indice

descrL'iperosotosi frontale interna non è tipica manifestazione della artrite psoriasica. La forma spondilitica si caratterizza per un dolore infiammatorio del rachide : ossia una rachialgia che è presente a riposo, maggiormente nelle prime ore del mattino, migliora con l attività fisica, con l uso di FANS e si associa a protratta rigidità al mattino. Gli esami talvolta mostrano un alterazione degli indici di flogosi, la presenza di una esame particolare (HLAB27) può aiutare nella diagnosi. Tra gli esami strumentali la risonanza magnetica è quella che  fornisce informazioni in modo precoce e sensibile. Anche la radiografia tradizionale può mostrate degli aspetti peculiari della malattia, in particolare se la malattia è presente già da tempo. Cordiali saluti

 

Dr Roberto Bortolotti

 

DOMANDA 5-2009

artrite psoriasica 

 Gentile dottore,

a gennaio 2008 mi è stata  diagnosticata artrite reumatoide precoce ma, in seguito a una visita fatta settimana scorsa da un altro specialista,  mi è stata tramutata in artrite psoriasica. Mi è stato spiegato che la diagnosi di artrite psoriasica viene fatta se si riscontra psoriasi sulla persona stessa o su un familiare di primo grado.  Mio padre è stato affetto da psoriasi da molti anni, io per ora invece no. Significa forse che prima o poi uscirà anche a me? grazie in anticipo.

Risponde il Dr  Giuseppe Paolazzi            torna all'indice

La diagnosi che le è stata posta all'inizio dell'anno è di early artrite (artrite precoce). Spesso le artriti infiammatorie nascono con simili caratteristiche e vengono definite artriti indifferenziate, non tali cioè da soddisfare i criteri per la classificazione specifica in una artrite definita (reumatoide, psoriasica o di altro tipo). L'orientamento verso una forma rispetto ad un altra è legato al tipo di impegno clinico (al tipo cioè ed alla sede di coinvolgimento articolare), alla anamnesi (storia clinica famigliare e personale) ed anche ai dati di laboratorio (per esempio la positività o meno degli autoanticorpi come il fattore reumatoide, gli anti citrullina e gli ANA). Vorrei anche specificare che tanto più precoce è la diagnosi tanto maggiore è la possibilità di  avere un artrite non classificabile (o indifferenziata). La cosa importante rimane la diagnosi precoce d forma infiammatoria (possibilmente entro i primi 3 mesi) perché in questa fase una terapia bene condotta, porta a risultati migliori ed a una possibilità maggiore di remissione di malattia. E il concetto di finestra terapeutica, di un periodo cioè, limitato nel tempo, in cui un intervento mirato è decisamente più fruttuoso per il paziente. Nel suo caso, il fatto che abbia una famigliarità psoriasica di primo grado, in presenza di caratteristiche cliniche del suo reumatismo compatibili, può orientare verso una forma psoriasica anche se lei non ha la psoriasi. Questo non vuol dire che in futuro le verrà la psoriasi, cosa comunque possibile. Direi in sintesi che è importante avere una diagnosi di forma infiammatoria o meno in fase precoce.  E importante una terapia adeguata in relazione alla stratificazione  prognostica di malattia (in relazione cioè alla presenza valutata dal reumatologo di fattori che indicano un evoluzione negativa
o più aggressiva). Infine è altrettanto importante il controllo clinico stretto nei primi mesi,fino a controllo della malattia.

Dr Giuseppe Paolazzi

 

DOMANDA 5a-2009

Terapie balneo termali e fibromialgia

 Soffro di fibromialgia, per ora in cura con Tramadolo gtt, nutripuntura ed una buona dose di forza d'animo per fronteggiare quotidianamente le difficoltà date dal dolore. Sto frequentando il secondo anno di Accademia di naturopatia ed a fine mese devo recarmi alla clinica antroposofica di Roncegno per uno stage di formazione sulle terapie con l'acqua...getti freddi,folgoranti, alternati. Noi studenti dobbiamo sottoporci personalmente a queste terapie. Solo l'idea di un getto freddo mi terrorizza poichè il freddo aumenta notevolmente il dolore. Vi chiedo un vostro parere: posso chiedere di essere esonerata dalle pratiche con acqua fredda o posso tentare  e studiarne gli effetti? Inoltre chiedo un parere sui possibili benefici delle terapie balneo termali.

In attesa di Vostra risposta invio distinti saluti.

Risponde il Dr  Giuseppe Paolazzi           torna all'indice

Le terapie balneo termali, in acqua ed anche la fito terapia hanno risultati contrastanti nella sindrome fibromialgica. Il livello di evidenze della loro efficacia non è elevato. Vengono inserite tra le terapie complementari. Per contro anche la terapia medica  ha dei limiti importanti.  In pratica nessuna delle terapie, sia medica che complementare,  se prese al di fuori di un programma multidisciplinare di cura mirato sulla persona hanno una prova di evidenza elevata. Ecco perchè abbiamo sentito, nel nostro ambito, la necessità di proporre un progetto interdisciplinare di cura (progetto Zefiro). Per quanto riguarda specificatamente la terapia balneo termale e la fito-balneo-terapia con erbe fermentate, ci sono, va detto,  dei risultati
discreti in alcuni sottogruppi di pazienti. Non possono fare questa terapia pazienti che hanno dolore superficiale importante ed aspetti di
dolore al solo sfioramento o contatto.In linea generale vanno evitati  i fattori scatenanti del dolore. Se  già lei sa che  il freddo  le provoca esacerbazione del dolore non deve sottoporsi a tale terapia considerato che anche il getto dell'acqua sul suo corpo,  potrebbe essere (se si trova in fase iperalgica- di dolore anche per stimoli lievissimi) fonte di riaccensione-peggioramento del sintomo dolore.

Dr Giuseppe Paolazzi

 

DOMANDA 6-2009

FANGOTERAPIA E PRESSIONE ARTERIOSA

Gentile dottore, Sono appena tornata da Ischia dove , per la prima volta, oltre la vacanza ho fatto fangoterapia e bagni termali, un vero toccasana per me che soffro di artrosi anche se da non molto tempo. Soffrendo pure di pressione alta mi sono trovata con aumento della stessa essendomi portata dietro la macchinetta elettronica, e mentre tutti gli altri avevano l'abbassamento della pressione tanto che ad alcuni era stata tolta pure la pastiglia, a me risultava aumentata nonostante mezza pasticca di femipress plus al mattino ed un quarto di Nebilox alla sera. La domanda e'. la fangoterapia fa alzare o abbassare la pressione? Dopo una settimana non l'ho ancora capito. Visto che ho reagito molto bene per i dolori, potro' ripeterli i fanghi o con la pressione alta che mi e' aumentata anche prendendo le pasticche e' meglio di no? Grazie se potrete chiarire come stanno le cose e cordiali saluti
Risponde il Dr  Roberto Bortolotti          torna all'indice

Gentile Signora,
in genere durante la terapia termale il calore della fangoterapia o di altre forme di cura, il riposo, la moderata attività fisica inducono un abbassamento dei valori pressori arteriosi. In alcuni casi tuttavia questo non accade. La causa di ciò non è ben chiara.  La pressione arteriosa risente di numerosi fattori anche “esterni” che agiscono in un verso, cioè innalzandola,  o nell’altro, abbassandola  (basta pensare alla alimentazione, stress, attività fisica) e quindi la risultante non è sempre prevedibile. Il dato importante è il controllo dei valori  per variare opportunamente la terapia. Visto il risultato positivo sulla sintomatologia artrosica questa forma di trattamento rimane un provvedimento ancora  per Lei utile e ripetibile magari con un ciclo terapeutico più graduale o personalizzato (fanghi circoscritti anziché estesi a tutto il corpo o altro secondo il parere del medico dello stabilimento termale)
Cordiali saluti


Dott. Roberto Bortolotti

 

DOMANDA 7-2009

REMISSIONE NELL'ARTITE

Nel mese di febbraio 2009 ho sospeso la cura per l'artrite (plaquenil, deltacortene, metotrexate e vitamine varie) per un problema di candida molto forte che non riuscivo a curare in nessun modo. da allora nn ho piu preso niente (con il supporto medico) perchè sto più che bene. in questi mesi ho avuto solo dei periodi di dolore alle mani in modo particolare ma niente di più.  l'ultimo medico che mi ha visitata dice di aspettare una mia reazione perchè è stata messa in dubbio la precedente diagnosi di artrite cronica.  insomma, secondo i medici sto troppo bene. Ora si pensa che si possa trattare di artrite reattiva in via di guarigione.  cosa ne pensa?  è escluso che si tratti di una totale remissione clinica?   e se si trattasse realmente di artrite cronica cosa mi aspetta?   grazie in anticipo.   

Risponde il Dr  Giuseppe Paolazzi  Direttore Unità operativa di Reumatologia          torna all'indice

La possibilità di avere una remissione clinica di malattia (assenza di malattia sotto terapia) o una remissione completa (assenza di malattia senza terapia)  esiste se un’ artrite precoce viene trattata tempestivamente ed in maniera adeguata nei primi mesi di terapia. La diagnosi di artrite cronica prevede una malattia che perduri per almeno tre mesi. E' difficile una remissione spontanea dopo  tre mesi di persistenza di una artrite. Queste artriti precoci, se non possono essere classificate in una artrite specifica (reumatoide, psoriasica o altre) vengono definite indifferenziate. Solo in un terzo dei casi  hanno una remissione spontanea. Negli altri casi necessitano di terapia e possono, se curate bene, andare incontro a remissione. Mi pare sia stato questo il suo caso. Una remissione clinica significa che lei non ha più dolore, non ha tumefazioni articolari, non ha rigidità mattutina, ha gli indici di infiammazione normali e non ha stanchezza  per almeno tre mesi. Non deve esserci nemmeno evoluzione radiologica. Nel suo caso è ora  corretto valutare se la remissione persiste. In caso contrario riprenderà una terapia adeguata. La percentuale di artriti precoci che vanno in remissione, se prontamente diagnosticate nelle prime settimane (meglio nei primi tre mesi dall'esordio) e trattate, è, in alcuni studi, fino al 30%. Non direi che c'è stato quindi un errore di diagnosi; direi che è stata ben trattata.


Dott. Giuseppe Paolazzi

 

DOMANDA 8-2009

Influenza suina e artrite reumatoide

Buongiorno, ho 71 anni e da circa 3 anni soffro di artrite reumatoide. Attualmente seguo la seguente terapia: 10mg di methotrexate 1 iniezione alla settimana per 5 settimane 4mg di medrol compresse a settimana le analisi del sangue non presentano valori alterati ( per transaminasi ecct.) e l' andamento della malattia è stabile. Sono asmatica e portatrice di pacemaker Mi chiedevo se, in vista della temuta influenza " suina " , posso sottopormi alla vaccinazione anti- influenzale o se può interferire con la terapia che sto seguendo. Grazie per il Vs. riscontro

Risponde il Dr  Giuseppe Paolazzi  Direttore Unità operativa di Reumatologia       torna all'indice

I consigli che la Società Italiana di Reumatologia ha dato per i casi come i suoi sono questi:

- sottoporsi al piu' presto al vaccino anti influenzale ed eventualmente, a giudizio del curante, alla vaccinazione anti pneumococcica

- estendere se possibile il vaccino a famigliari e conviventi

- non è necessaria la sospensione del MTX e della piccola dose di steroide; non si sospende nemmeno il biologico

- se comparsa di sintomi influenzali deve essere consultato il curante; i sintomi della nuova influenza sono simili alla comune (febbre elevata, tosse, naso chiuso, occhi arrossati, dolori muscolari e stanchezza)

- se comparsa di questi sintomi, specie in pazienti più a rischio, va iniziato trattamento con antivirali (entro i primi due giorni per 5 giorni) ed il paziente va controllato per eventuali complicanze polmonari

- se comparsa di sintomi il paziente deve rimanere a casa fino a guarigione

- durante l'influenza è prudente sospendere il Methotrexate o i biologici; non va sospeso il cortisone

- vanno poste in atto le norme consigliate per limitare la diffusione (lavarsi mani, salviette monouso, ecc).


Dott. Giuseppe Paolazzi

 

DOMANDA 9-2009

L'artrite oligoarticolare giovanile

Salve, Mia figlia ha appena compiuto 4 anni, da due mesi ha il gomito sinistro bloccato e siamo (finalmente, dopo visite da medici, ortopedisti, fisioterapisti, osteopati, dopo tre radiografie, un’ecografia e una risonanza magnetica) riusciti a sapere che è affetta da oligoartrite – artrite giovanile idiopatica. La reumatologa pediatrica che la segue (viviamo a Parigi) ci ha detto di andare a consultare un sito su internet, ma l’ho trovato molto « tecnico » e non ho ancora capito se mia figlia ha una malattia grave, quali possono esserne le conseguenze – soprattutto sugli occhi, ecc. Potrebbe fornirmi qualche spiegazione ? Grazie mille.

Risponde il Dr  Giuseppe Paolazzi  Direttore Unità operativa di Reumatologia          torna all'indice

IL'artrite oligoarticolare giovanile è una infiammazione delle articolazioni che colpisce i bambini, in particolare le bambine spesso prima dei sei anni di età. E' il tipo piu' frequente di artrite idiopatica giovanile (50% dei casi) La sua causa è legata a processi autoimmuni (non se ne conosce la causa ma i motivi per i quali si sviluppa sono legati a cellule del nostro sistema di difesa che, per predisposizione genetica, infiammano le articolazioni). Interessa poche articolazioni (meno di 5), può interessare anche una sola articolazione. In questa forma di malattia può esserci anche una complicanza dell'occhio, chiamata uveite anteriore, in particolare nei bambini che hanno la positività per un auto-anticorpo chiamato ANA. Questo interessamento può non provocare disturbi al bambino ma va accertato con una visita oculistica con uno strumento chiamato lampada a fessura. L'interessamento oculare va riconosciuto precocemente e curato per evitare danni all'occhio. E' estremamente importante eseguire quindi ogni tre mesi circa un controllo oculistico. L'artrite oligoarticolare va curata con farmaci anti infiammatori ed anche, se necessario con iniezioni intraarticolari di cortisone specie se colpisce una sola articolazione. In alcuni casi possono essere necessari farmaci specifici per le artriti come il cortisone. L'interessamento dell'occhio richiede una terapia specifica. La forma oligoarticolare è quella, tra le artriti idiopatiche giovanili, che ha un decorso migliore in particolare se la malattia rimane localizzata a una o poche articolazioni e non si estende ad altre.


Dott. Giuseppe Paolazzi

 

 

DOMANDA 10-2009
Artrite psoriasica e calore alle articolazioni
Buon giorno, vorrei sapere se per l'artrite reumatoide ci sono medicinali che blocchino la malattia,e i noduli cosi dolorosi. tutti studiamo solo come combattere il cancro, ma dimenticano le altre malattie invalidanti, come l'ictus,infarto ,alcolisti,drogati,ecc perchè non si studia un pochino come combattere o prevenire questi flagelli? ringrazio anticipatamente
09-2009
Risponde il Dr  Roberto bortolotti        torna all'indice

Per l’artrite, come per altre malattie croniche, si è assistito ultimamente ad un sicuro progresso nelle possibilità terapeutiche e complessivamente nelle possibilità di controllo della malattia. Se si interviene precocemente le possibilità di rallentare molto o anche di bloccare la malattia non sono poche. Se la malattia è già in stadio avanzato o ci sono manifestazioni extra articolari (noduli) il trattamento è più complesso ma sicuramente, con le armi terapeutiche attuali, si può contrastare efficacemente la malattia e ridurre la sintomatologia dolorosa.

 

Dr Roberto Bortolotti

 

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