LE MALATTIE REUMATICHE
Reumatismi non infiammatori
AltreA cura della Dott.ssa Vittoria Facchinelli
Reumatologa e Medico di Medicina Generale Trento
Le varie patologie reumatiche sono caratterizzate da un estremo polimorfismo di quadri clinici sia in termini di gravità che di invalidità indotta. Questo polimorfismo ovviamente si riflette sulla gestione che dovrà essere diversa a seconda della patologia e del paziente affetto da quella patologia.
Il Medico di Medicina Generale (MMG) è il primo referente del paziente con il quale esso ha un rapporto continuativo, proiettato nel tempo e possibilità di frequenti consultazioni. Il MMG ha ancora ha una visione “olistica” (di insieme) del paziente ed ha la possibilità di valutarlo in una prospettiva più generale, definita BIOPSICOSOCIALE (ossia il paziente non è solo affetto da una patologia riconducibile ad alterazioni biologiche misurabili e trattabili ma è soprattutto un soggetto che avverte dei sintomi ed ha bisogno di ripristinare il proprio funzionamento personale e sociale nella realtà in cui vive).
Il ruolo del MMG nella gestione del paziente reumatico è pertanto particolarmente importante e articolato.
Innanzitutto è colui che può individuare precocemente i soggetti a rischio delle patologie più diffuse (come artrosi e/o osteoporosi) ai quali suggerire delle misure di prevenzione (tipo calo di peso, corretta alimentazione, consigli su abitudine al fumo, su attività fisica e attività lavorativa, uso di farmaci …) in un programma di PROMOZIONE e di EDUCAZIONE alla salute.
In secondo luogo conosce le condizioni che suggeriscono l’invio allo specialista, con diversi tempi di attesa a seconda della priorità, e compie quindi un primo livello di valutazione dei sintomi del paziente, al fine di evitare ritardi diagnostici e spreco di risorse.
Questo aspetto è tanto più importante oggi rispetto al passato vista la possibilità, con un accurato esame di sintomi e segni, con l’uso di appropriati esami di laboratorio e delle attuali metodiche di imaging, di fare diagnosi sempre più precoci al fine soprattutto di iniziare trattamenti farmacologici efficaci, prima che il processo patologico abbia dato danni irreversibili.
Ovviamente il miglioramento delle “conoscenze reumatologiche” del MMG è stato possibile in questi anni grazie a ripetuti corsi di aggiornamento tenuti dagli specialisti reumatologi con i quali si è creata una stretta collaborazione al fine di definire insieme dei profili diagnostico-terapeutici per un appropriato utilizzo dell’assistenza specialistica stessa.
Sempre in stretta collaborazione con il reumatologo il MMG è importante per il monitoraggio dell’evoluzione clinica e della terapia del paziente reumatico. Le malattie reumatiche sono infatti per lo più croniche e, soprattutto quelle artritiche che colpiscono i giovani, richiedono terapie complesse. Queste vanno continuamente monitorate nel tempo sia per individuare una eventuale intollerabilità, prima ancora che il paziente abbia disturbi chiaramente evidenti, sia per riaggiustarle nel periodo della gravidanza e del post-partum, sia per modificarle nel caso di malattia non ben controllata e /o complicanze della terapia. Questi aspetti si realizzano tramite l’effettuazione di esami di controllo programmati e ricorrenti visite mediche .
Infine il MMG deve dare informazioni al paziente e ai familiari sulla malattia in atto, sulla sua evoluzione e sui trattamenti più idonei per la guarigione o la remissione e aiutarli a responsabilizzarsi mediante il counselling che pratica anche per i problemi e i disagi provocati dalla malattia (egli conosce spesso le dinamiche, le risorse e, a volte, anche le carenze delle famiglie che assiste). Inoltre pianifica l’assistenza domiciliare per i pazienti invalidi e non deambulabili, in collaborazione con le altre figure professionali del territorio( infermiere, fisioterapista, assistente sociale …).
In futuro, con il diffondersi dell’utilizzo dell’informatica negli ambulatori di medicina generale, i dati raccolti potrebbero essere importanti per ricerche epidemiologiche sulle malattie più diffuse e sull’approccio alle stesse.
In conclusione possiamo dire che data la complessità delle malattie reumatiche e la ancora scarsa diffusione sul territorio di questa specialità, peraltro rispetto a altre che si interessano di ossa e articolazioni – ortopedia, fisioterapia - molto più giovane, sicuramente non tutti i problemi sono ancora risolti e l’assistenza al paziente reumatico è migliorabile ma siamo sicuri che continuare nel percorso intrapreso di avvicinamento e di continuo dialogo tra il MMG e lo specialista reumatologo sia la strada giusta.