Artrosi - ATMAR

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ARGOMENTI MEDICI > Il medico risponde


Artrosi

Rispondono i nostri specialisti della U.O.C. Reumatologia dell'Ospedale S.Chiara - TRENTO

Dott. Giuseppe Paolazzi
Primario U.O. Reumatologia
Responsabile alta specializzazione reumatologia

Dott. Roberto Bortolotti
Sostituto del direttore, responsabile di struttura semplice day hospital e farmaci biotecnologici

  • EFFETTI COLLATERALI

D. Ho letto da qualche parte (e anche su un vecchio numero, dicembre 2007, della vostra rivista) che il nimesulide è un farmaco non privo di effetti collaterali. Le ultime raccomandazioni dell’AIFA, 21 settembre 2007, a me note, sono queste:
- i pazienti che assumono nimesulide in formulazioni sistemiche (non creme) non devono superare i 15 giorni di terapia;
- i medici devono limitare le prescrizioni dei medicinali contenenti il farmaco ad un massimo di 15 giorni di terapia dopo attenta valutazione del profilo di rischio del paziente; medici e pazienti devono essere consapevoli della possibilità dell’insorgenza
di problemi epatici;
- per qualsiasi dubbio i pazienti devono rivolgersi al medico o al farmacista.
Soffro di artrosi e dolori di schiena abbastanza diffusi e il mio medico, e anche la mia fisiatra, mi hanno più volte consigliato qualche ciclo di nimesulide (5-6 giorni) e una sua assunzione “al bisogno” e quindi per 1-2 giorni di quando in quando.
Gli effetti collaterali ci sono ugualmente? Cos’altro posso fare? E quali altri farmaci assumere in alternativa?

Risponde il Dott. Giuseppe Paolazzi
R. Nimsulide è un FANS non selettivo che ha gli stessi effetti collaterali degli altri anti infiammatori. Tutti questi farmaci devono essere adoperati con giudizio in pazienti a rischio di effetti collaterali/indesiderati, per breve periodo. Nessuno fa eccezione. Anche i nuovi farmaci Cox2 selettivi (meno dannosi dal lato gastrico) per le loro problematiche cardiovascolari hanno limitazione di uso. Tornando a nimesulide è un farmaco in commercio solo in Italia ed è penso sia uno dei farmaci più usati ed abusati. Sicuramente efficace nella real life. Gli studi per il suo utilizzo si basano in realtà su lavori non ottimali fatti su numeri irrisori. Per questo non è stato approvato in Europa ed USA. Sono stati descritti casi di pazienti che hanno avuto seri problemi epatici. Per questo ci sono della raccomandazioni particolari. Sta di fatto che ancora ora è uno dei farmaci più usati ed a detta dei pazienti anche efficace. Il suo utilizzo deve rispettare le raccomandazioni che ha citato. Alternative sono i FANS non selettivi (tipo ibuprofene e naprossene ed altri) o selettivi (tipo raloxifene) o i semplici analgesici.
Quale scegliere? Penso che questo sia compito del medico curante che la ha in cura.



  • ARTROSI E PARAFFINA

D. Ho sentito parlare di cure alla paraffina (guanto) per l'artrosi deformante alle mani e mi permetto inviare a Voi questa mail per avere se possibile informazioni in merito (si effettuano anche in Trentino e se sì presso quali strutture..?).
Ringraziando anticipatamente, rimango in attesa di cortese riscontro in merito e porgo i miei più cordiali saluti.

Risponde il Dott. Roberto BORTOLOTTI  
R. Il trattamento con paraffina è un provvedimento “storico”  di tipo sintomatico: si applica della paraffina calda sulla mano e si sfrutta la proprietà di cedere gradualmente il calore (termoterapia esogena analoga alla terapia termale). Ora non è più compresa nei livelli essenziali di assistenza e quindi non è più disponibile nelle strutture pubbliche. Potrebbe comunque essere fatta in altri centri..



  • FANGOTERAPIA  E ARTROSI

D. Sono appena tornata da Ischia dove, per la prima volta, oltre la vacanza ho fatto fangoterapia e bagni termali, un vero toccasana per me che soffro di artrosi anche se da non molto tempo. Soffrendo pure di pressione alta mi sono trovata con aumento della stessa essendomi portata dietro la macchinetta elettronica, e mentre tutti gli altri avevano l'abbassamento della pressione tanto che ad alcuni era stata tolta pure la pastiglia, a me risultava aumentata nonostante mezza pasticca di femipress plus al mattino ed un quarto di Nebilox alla sera. La domanda è: la fangoterapia fa alzare o abbassare la pressione? Dopo una settimana non l'ho ancora capito. Visto che ho reagito molto bene per i dolori, potrò ripeterli i fanghi o con la pressione alta che mi e' aumentata anche prendendo le pasticche è meglio di no?

Risponde il Dott. Roberto BORTOLOTTI  
R. In genere durante la terapia termale il calore della fangoterapia o di altre forme di cura, il riposo, la moderata attività fisica inducono un abbassamento dei valori pressori arteriosi. In alcuni casi tuttavia questo non accade. La causa di ciò non è ben chiara. La pressione arteriosa risente di numerosi fattori anche “esterni” che agiscono in un verso, cioè innalzandola, o nell’altro, abbassandola (basta pensare alla alimentazione, stress, attività fisica) e quindi la risultante non è sempre prevedibile. Il dato importante è il controllo dei valori per variare opportunamente la terapia. Visto il risultato positivo sulla sintomatologia artrosica questa forma di trattamento rimane un provvedimento ancora per Lei utile e ripetibile magari con un ciclo terapeutico più graduale o personalizzato (fanghi circoscritti anziché estesi a tutto il corpo o altro secondo il parere del medico dello stabilimento termale) .


  • ARTROSINOVITE?

D. Sono una signora di 43 anni e dopo aver passato quasi due anni tra ortopedici e continue estrazioni di liquido sinoviale e varie infiltrazioni l'11 Aprile ho deciso di operarmi, a distanza di 15 giorni dall 'intervento mi hanno tolto i punti e siccome il ginocchio era molto gonfio sono stata siringata nuovamente. nonostante facessi fisioterapia e prendessi una bustina di Brufen al giorno mi ritrovo (a distanza di 10 giorni dall 'ultima siringatura) con il ginocchio nuovamente gonfio. Quindi vi chiedo: se la causa(il menisco rotto) è stato ripulito come mai mi ritrovo ancora il ginocchio gonfio? Cosa devo fare? Avendolo siringato già diverse volte a cosa vado incontro? dall 'intervento ad oggi sono passati 25 giorni e dall 'ultima siringatura 13 giorni.

Risponde il Dott. Roberto BORTOLOTTI
R. Un po’ di gonfiore al ginocchio dopo l’artroscopia può far parte del decorso post trattamento. Però se è un ginocchio ripetutamente gonfio (sia prima che dopo l’intervento) valuterei se si tratta di una infiammazione della membrana sinoviale (artrosinovite). Accertamenti utili per questa diagnosi sono: una analisi del liquido sinoviale, la stessa artroscopia (completata con un esame bioptico) o una risonanza con mezzo di contrasto. Eventualmente ne parli con il suo medico curante e si rivolga presso un centro reumatologico.


  • ARTROSI ALLA MANO

D. Ho 47 anni e da qualche anno ho avuto un inizio di artrosi alle dita della mano, prima solo al mignolo sx all'interfalangea distale,ora è evidente a quasi tutte le altre. Ho fatto gli esami del sangue e non sono predisposta geneticamente a reumatismi ma ad artrosi si'. Vorrei sapere se presso il vostro centro esistono cure che possono risolvere o migliorare questo problema. Visto anche la mia età, non ho vent'anni ma neanche 80.

Risponde il Dott. Roberto BORTOLOTTI  

R. L’artrosi primaria delle mani è una forma frequente di artrosi che tipicamente interessa la donna in intorno ai 40 - 50 anni e si manifesta con noduli alle piccole articolazioni delle dita delle mani (interfalangee distali e prossimali). Ci può essere arrossamento e gonfiore locale in fase acuta e poi residua una nodosità in genere non dolente. In questa forma è prevalente la componente genetica e quindi l’espressione clinica (estensione, sintomi) è solo parzialmente modificabile dalle medicine. In fase acuta è utile assumente un antiinfiammatorio non steroideo per alcuni giorni. E’ bene evitare di sovraccaricare le articolazioni delle mani con sforzi eccessivi (esempio lavori di giardinaggio etc..) e talvolta si possono utilizzare farmaci che contrastano la degenerazione cartilaginea articolare (condroprotettori come la glucosamina solfato) . Le cure termali possono migliorare i sintomi ma non hanno azione preventiva sullo sviluppo della malattia.


  • É ARTROSI?

D. Per caso sono venuto a conoscenza della vostra associazione trentina malati-reumatici; mi dà la possibilità di esporre il mio problema: da 4 mesi circa, mi sono accorto che salendo le scale, sento dolore alle ginocchia. Quando mi siedo e quando mi alzo sento scricchiolare le ginocchia. Ho fatto la radiografia e il referto e quanto segue: iniziali segni radiologici di ganortrosi con impercettibile riduzione di ampiezza asimmetrica delle interlinee per atteggiamento valgo. L'altro giorno mentre scendevo le scale ho avuto uno scatto al ginocchio destro. Per tutto il giorno ho avuto il dolore; verso sera, mentre ero in ginocchio, ho sentito lo scatto al ginocchio destro ed e tornato normale, il dolore e scomparso.

Risponde il Dott. Roberto BORTOLOTTI  
R. Quanto descritto (dolore a fare le scale, scrosci articolari, riduzione dell’interlinea articolare alla radiografia) fa parte della malattia artrosica L’episodio di scatto associato al dolore al ginocchio è verosimilmente legato a qualche lieve “spostamento” di parte della struttura legamentosa del ginocchio (fessurazione meniscale? Corpo mobile?) Se il dolore è scomparso ed il ginocchio non si è gonfiato non c’è un trattamento immediato da fare. Per contrastare l’artrosi occorre mantenere una adeguata attività fisica senza sovraccaricare l’articolazione (attenzione a mantenere un giusto peso corporeo), usare analgesici al bisogno (paracetamolo) sentendo anche il parere del proprio medico di base. Si può valutare inoltre, se il dolore si fa più insistente, un trattamento infiltrativo con acido ialuronico.


  • ARTROSI E ALTERNATIVE AI COXIB

D. Mia madre, 73 anni, soffre di artrosi all'anca con forti dolori. L'ortopedico le ha prescritto il CELEBREX per 20 giorni, poi ridotto dal medico di base. In ogni caso sono contraria all'uso di questi farmaci, soffre anche di un piccolo problema cardiaco. Mi potrebbe indicare delle alternative, il meno tossiche possibili? Ho letto che gli oppiacei danno meno effetti collaterali, è vero?

Risponde il Dott. Giuseppe PAOLAZZI  

R. Tutti i farmaci anti infiammatori (FANS), compresi i FANS tradizionali e i nuovi anti infiammatori selettivi (COCIB), hanno problematiche cardio-vascolari specie se il loro uso è prolungato. Per questo le linee guida prevedono il loro utilizzo per breve periodo e su indicazione medica. Non tutti gli anti infiammatori peraltro presentano lo stesso rischio cardio vascolare, ma il messaggio che deve essere dato è che comunque nessuno è completamente esente da questo rischio. Le alternative sono l'utilizzo degli analgesici. In prima battuta il paracetamolo (500-1000 mg) anche più volte al giorno; non si deve superare il dosaggio di 2 grammi e mezzo al giorno. Per dosaggi sopra i due grammi il rischio di questo farmaco di dare problemi epatici ed effetti collaterali simili ai tradizionali FANS è presente. In caso di inefficacia possono poi essere utilizzati i farmaci analgesici di secondo livello, di tipo morfinico o simili. Questi sono farmaci con effetto analgesico centrale, che vanno assunti con gradualità, iniziando da dosi basse e monitorando la tollerabilità. Sono farmaci tra loro diversi, con emivita diversa (vuol dire con durata di azione diversa) e che comunque possono essere usati ed essere efficaci. Il più usato rimane la codeina, in associazione con il paracetamolo (Tachidol). Un farmaco analgesico maggiore è anche il tramadolo (Contramal); anche questo farmaco può essere usato da solo o in associazione al paracetamolo. Diciamo in sintesi che l'alternativa piuù praticabile rimane il paracetamolo, da solo o in associazione con codeina, con tramadolo o con altri analgesici maggiori di tipo morfinico.


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