Classificazione delle vasculiti - ATMAR

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ARGOMENTI MEDICI > Vasculiti

CLASSIFICAZIONE DELLE VASCULITI
(Classificazione Chapel Hill Conference Nomenclature,  rivista 2012.  Arthritis  Rheumatism vol 65, No 1, January 2013, pp 1-11)


a cura del  Dr. Giuseppe Paolazzi
Direttore Unità Operativa Reumatologia Ospedale Santa Chiara Trento

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Con interessamento dei vasi di grosso calibro

1. Arterite di Takayasu
2. Arterite temporale a cellule giganti

Con interessamento predominante dei vasi di medio  calibro


1. Poliarterite nodosa
2. Malattia di Kawasaki

Con interessamento predominante dei vasi di piccolo calibro

1. Vasculiti ANCA associate
-  poliangioite con granulomatosi (Wegener)
-  poliangioite granulomatosa con eosinofilia (Churg-  Strauss)
-  poliangioite microscopica

2. Vasculiti da immuniocomplessi
- vasculite crioglobulinemica
- Schonlein Henoch
- orticaria vasculitica ipocomplementemica
- malattia da anticorpi anti menbrana basale glomerulare

3. Angioite cutanea leucocitoclastica

Miscellanea:

1. Malattia di Behcet
2. Sindrome di Cogan

Vasculiti con interessamento di singolo organo

1. Vasculite leucocitoclastica cutanea
2. Arterite cutanea
3. Vasculite  primitiva del sistema nervoso centrale
4. Aortite isolata
5. Altre

Vasculiti  associate a malattie sistemiche

1. Vasculite nel LES
2. Vasculite in Artrite reumatoide
3. Vasculite in sarcoidosi
4. Altre

Altre vasculiti  associate a causa verosimile nota

1. Vasculite crioglobulinemica associata a virus C
2. Vasculite associata a virus B
3. Aortite associata a sifilide
4. Vasculite da immuno-complessi associata a farmaci
5. Vasculite ANCA associata da farmaci
6. Vasculite associata a neoplasie
7. Altre


CLASSIFICAZIONE DI CHAPEL-HILL
(Consensus Conference Chapel-Hill 1992, rivista 2012-tradotta semplificata per malati da autore)


VASCULITI DEI VASI DI GROSSO CALIBRO: vasculiti che interessano, più spesso di altre vasculiti, i vasi di grosso calibro. Vasi di grosso calibro sono l’aorta e le sue branche principali; può essere coinvolto qualsiasi distretto.)

1. Arterite temporale a cellule giganti: arterite granulomatosa dell’aorta e delle sue branche maggiori con predilezione dei rami extracranici della carotide. Spesso coinvolge l’arteria temporale. Normalmente colpisce i pazienti con età superiore ai 50 anni e spesso si associa con la polimialgia reumatica (PMR).
2. Arterite di Takayasu: arterite a carattere granulomatoso dell’aorta e delle sue branche maggiori. Solitamente colpisce soggetti con età inferiore ai 50 anni.

VASCULITI DEI VASI DI MEDIO CALIBRO: vasculiti  che interessano in maniera predominante le arterie di  medio calibro definite come le arterie maggiori dei visceri e le loro branche. Qualsiasi distretto può essere coinvolto. Sono comuni aneurismi infiammatori e stenosi.

1. Poliarterite nodosa: flogosi necrotizzante delle arterie di piccolo e medio calibro, senza glomerulonefrite o vasculite delle arteriole, capillari o venule.
2. Malattia di Kawasaki: arterite con coinvolgimento dei vasi di grosso, medio e piccolo calibro associata a sindrome linfonodale mucocutanea. Le coronarie sono spesso coinvolte. Coinvolge solitamente l’età pediatrica.  

VASCULITI DEI VASI DI PICCOLOCALIBRO: vascoli che interessano in mnaiera predominante le piccole arterie, in particolare le arterie intraparenchimali, le arteriole, i capillari e le venule; possono essere coinvolte anche le arterie di medio calibro e le vene.

1- Vasculiti ANCA associate: vasculiti necrotizzanti, con pochi o assenza di depositi immuni, interessanti in misura maggiore i piccoli vasi (capillari, venule, arteriole e piccole arterie) associate alla positività di anti mieloperossidasi (MPO),  anti proteinasi 3 (PR3). Non tutti i pazienti sono ANCA positivi.

- Polinangioite microscopica: vasculite necrotizzante con scarso o assente deposito di immunocomplessi (nei capillari, venule od arteriole). Può rilevarsi la presenza di arterite necrotizzante dei vasi di piccolo o medio calibro. Molto frequente la glomerulonefrite necrotizzante. Spesso è presente una capillarite polmonare.  Assente flogosi granulomatosa.

- Poliangioite con granulomatosi (Wegener): flogosi granulomatosa con interessamento delle alte e basse vie respiratorie con  vasculite necrotizzante  predominante dei vasi di piccolo e medio calibro (capillari, venule, arteriole ed arterie). E’ frequente la glomerulonefrite necrotizzante.

- Poliangioite granulomatosa con eosinofilia (Churg-Strauss): flogosi granulomatosa eosinofilica con interessamento del tratto respiratorio e vasculite necrotizzante predominante  dei vasi di piccolo e medio calibro associata ad asma ed eosinofilia. La positività ANCA è più frequente se c’è glomerulonefrite.

Altre

-  Vasculite da IgA (porpora di Henoch-Schonlein): vasculite con predominante deposito di IgA1 con interessamento dei vasi di piccolo calibro (capillari, venule, arteriole). Spesso interessa la cute,  il tratto gastrointestinale e frequentemente si accompagna ad artrite. La glomerulo nefrite, quando presente, è indistinguibile dalla glomerulonefrite da nefropatia IgA   

1. Vasculite da crioglobulinemia: vasculite con deposito da immunocomplessi costituiti da crioglobuline a livello dei vasi di piccolo calibro (capillari, venule, arteriole) associata a presenza di crioglobuline sieriche. Sono spesso coinvolti la  cute i glomeruli renali, ed i nervi periferici..

2. Orticaria vasculitica: vasculite accompagnata ad orticaria ed ipocomplementemia con interessamento dei piccoli vasi ed associata ad anticorpi anti C1q. Sono comuni la glomerulo nefrite, l’artrite, la malattia ostruttiva polmonare e la infiammazione oculare.

3. Malattia di Behcet: vasculite nella malattia di BH; può interessare arterie e  vene. La malattia di BH è caratterizzata da  aftosi ricorrenti orali e-genitali accompagnate da manifestazioni cutanee, oculari, articolari, gastrointestinali, del sistema nervoso centrale. Possono essere presenti vasculite dei piccoli vasi, tromboangioite, trombosi arteriose e venose, arterite ed aneurismi arteriosi.

4. Sindrome di Cogan: vasculite in corso di sindrome di Cogan. La sindrome di Cogan è caratterizzata da manifestazioni infiammatorie oculari includenti cheratite interstiziale, uveite, episclerite, otite media, ipoacusia neurosensoriale, disfunzione vestibolare. Le manifestazioni vasculitiche (coinvolgenti piccoli, medi o grosse arterie) possono dare aortite, aneurismi infiammatori aortici, valvulite aortica e mitralica.

5. Vasculiti di singolo organo: vasculiti di arterie e vene conivolgenti singoli organi senza aspetti clinici sistemici. La distribuzione di malattia  all’interno dell’organo può essere diffusa o localizzata. Alcune forme isolate possono evolvere in vasculiti sistemiche.

6. Vasculiti associate a malattie sistemiche: sono vasculiti associate o secondarie a malattie sistemiche quali artrite reumatoide, lupus ed altre)

7. Vasculiti associate a causa probabile nota: vasculiti associate ad specifico agente causale (ad esempio associate a HCV e HBV)

Per VASI DI GRANDE CALIBRO: si intendono aorta e branche maggiori dirette verso i distretti corporei maggiori (alle estremità, alla testa ed al collo).

Per VASI DI MEDIO CALIBRO si intendono i vasi viscerali maggiori (arterie renali, coronarie e arterie mesenteriche).

Per VASI DI PICCOLO CALIBRO: capillari, venule arteriole di arterie intraparenchimali distali in connessione con le arteriole.

Quale la fisiopatologia e la patogenesi?

La maggior parte delle vasculiti è mediata da reazioni immunopatologiche (autoimmuni) legate a:

1. formazione e deposito di immunocomplessi
2. alterazioni della risposta immunitaria cellulomediata con formazione di granulomi
3. processi autoanticorpali  diretti contro le cellule endoteliali
4. meccanismi autoanticorpali nei confronti dei leucociti  dei neutrofili
5. da meccanismi scatenati da agenti infettivi
6. da meccanismi scatenati da cellule tumorali

Un ruolo importante è svolto dalle cellule endoteliali in risposta a stimoli di varia natura prevalentemente immunologici che secernono numerose citochine e altri mediatori dell’infiammazione  che esprimono sulla loro superficie svariate molecole di adesione e modulano l’equilibrio tra i meccanismi della coagulazione e dell’anticoagulazione intravascolare.

La più frequente reazione immunopatologica è quella mediata da IMMUNOCOMPLESSI con componente anticorpale di tipo IgG, IgA o IgM. Una volta formatisi gli immunocomplessi si depositano nella parete dei vasi (generalmente nei punti di biforcazione) e quindi attivano la produzione di sostanze di attivazione per i polimorfonucleati i quali a loro volta fagocitano gli immunocomplessi liberando enzimi (in particolare elastasi e collagenasi) che assieme ad altri mediatori sono responsabili del processo infiammatorio.  

Gli immunocomplessi possono anche intervenire direttamente nel danno vasale attraverso il loro legame con recettori presenti sulla superficie di monociti e granulociti con conseguente rilascio di citochine ed attivazione cellulare e conseguente danno della parete vasale.

Esiste poi un meccanismo cellulo-mediato che comporta l’interazione tra antigeni e linfociti sensibilizzati con successivo rilascio di numerose linfochine che richiamano e attivano i macrofagi. Tali enzimi lisosomiali si trasformano in cellule  epitelioidi ed in cellule giganti multinucleate con danno della parete vascolare e formazione di granulomi (polinagioite granulomatosa con eosinofilia (Churg-Strauss), polinagioite granulomatosa (Wegener).

Un altro meccanismo è costituito da anticorpi diretti contro antigeni delle cellule endoteliali (AECA). Si tratta di anticorpi aspecifici che si ritrovano molto frequentemente nelle vasculiti primitive come la malattia di Kawasaki, l’artrite reumatoide, il Lupus Eritematosa Sistemico e la Sclerodermia.

Altro meccanismo coinvolto è rappresentato da anticorpi diretti contro antigeni dei neutrofili e chiamati ANCA (anti-neutrophil citoplasmatic autoantibodies) con successiva liberazione di enzimi in grado di produrre danno cellulare e quindi infiammazione. Dal punto di vista laboratoristico gli ANCA si dimostrano, attraverso tecniche di immunofluorescenza diretta (IFI), in due forme principali c-ANCA e p-ANCA. Gli ANCA si riscontrano nell’80% circa dei soggetti affetti dala forma sistemica della  poliangioite con granulomatosi (Wegener) , nel  40-50% dei casi della stessa malattia  a forma localizzate e nel 50-60% dei casi di poliangioite microscopica e di  polinagioite granulomatosa con esosinofilia (Churg-Strauss)

Il danno della parete vasale può anche essere causato da agenti infettivi attraverso 3 meccanismi principali:
- effetti tossici diretti,
- espressione di antigeni estranei sulle cellule endoteliali con conseguente stimolazione di risposte immunitarie cellulomediate o umorali,
- formazione di immuno-complessi contenenti antigeni infettivi (quali HIV, HTLV-1, rickettsia, herpes virus varicella, herpes simplex e CMV, virus dell’epatite B e C).

Il danno della parete vasale può essere mediato da cellule tumorali come nel caso della leucemia a cellule cappellute, in alcune forme di poliartrite nodosa (PAN), nella malattia di Hodgkin, in alcune vasculiti granulomatose. Il meccanismo potrebbe essere legato a deposizione di immunocomplessi contenenti antigeni tumorali o a seguito di invasione diretta della parete vasale da parte delle cellule tumorali stesse.

Ci sono sintomi di orientamento?

Come abbiamo detto la sintomatologia generale può essere aspecifica e comune alle varie  forme.
Alcune caratteristiche peraltro facilitano l’orientamento diagnostico con manifestazioni tipiche a seconda del diametro vasale.

Nelle vasculiti dei grossi vasi si riscontrano claudicatio agli arti (dolore dopo cammino), pressione arteriosa diversa tra i due arti, assenza di polsi periferici, soffivascolari, dilatazione aorta. In quelle dei medi vasi è possibile il riscontro di  noduli cutanei, di ulcere, di livedo reticularis, di gangrena digitale, di microaneurismi, di mononevrite multipla. Nelle vasculiti dei piccoli vasi è comune il riscontro di  porpora, di lesioni vescicolo-bollose, di orticaria, di glomerulonefrite, di emorragia alveolare (emorragia polmonare), di granulomi (noduli)  cutanei extravascolari necrotizzanti, di emorragie a fiamma (spesso a livello ungueale), di scleriti-episcleriti-uveiti (infiammazione dell’occhio).

Le manifestazioni generali comuni sono  la febbre, la perdita di peso, la presenza di artralgie-artriti, la astenia (stanchezza).

Esistono dei precisi criteri classificativi per le varie forme. Per l’ orientamento diagnostico devono essere peraltro considerati una serie di dati comprendenti la grandezza vasi, il dato epidemiologico, l’età, il sesso, la sede e tipo di impegno d’organo, la presenza di granulomi, il tipo di risposta immune, il tipo di istologia, la presenza degli ANCA, la presenza di specifiche infezioni (HCV-HBV).

Anche il tropismo d’organo (l’organo maggiormente colpito) è importante per l’ orientamento.  Se colpite le vie respiratorie, il polmone ed il rene , rene è possibile l’orientamento verso unna poliangioite granulomatosa (Wegener); se c’è interessamento del polmone con emorragia alveolare e  rene  è possibile un orientamento verso la micropoliangioite; se c’è storia di asma bronchiale,  di eosinofilia (aumento eosinofili nel sangue), se c’è assenza di impegno renale e presenza di  convolgimento del sistema nervoso specie periferico èpossibile l’orientamento verso una polinagioite granulomatosa con eosinofilia (Churg Strauss); se c’è dolore testicolare, aumento pressione arteriosa, neuropatia periferica possibile l’orientamento  verso  una panarterite nodosa.

E’ utile il laboratorio?

Si. Le indagini di base (VES, PCR, emocromo con formula, urine, elettroforesi sieroproteine, C3, C4, creatinina, AST, ALT, ferritina,) possono supportare l’orientamento verso una forma infiammatoria sistemica. La positività di esami autoimmunitari specifici (in particolare ANCA, FR, ANA, ENA, anticorpi contro la membrana basale dei glomeruli renali, virologici per virus B e C) possono orientare verso una diagnosi specifica. In particolare rivestono molta importanza in alcuni tipi di vasculite gli ANCA che sono anticorpi contro granuli contenuti nei neutrofili (una cellula del sangue). Tali anticorpi sono non solo utili nella diagnosi di queste vasculiti ma possono anche venire utilizzati nel follow up per sospettare (in caso di variazione del loro titolo) la recidiva di malattia. Le vasculiti che hanno positività degli ANCA sono chiamate anche ANCA associate e sono in particolare la poliangioite con granulomatosi (Wegener), la poliangioite granulomatosa con eosinofilia (Churg Strauss) e la micropoliangioite.

La gravità è sempre uguale nelle varie vasculiti?


No. Ci sono gravità diverse con forme limitate, non diffuse e forme gravi con impegno di organi vitali. In linea generale l’impegno cardiaco, l’impegno renale con proteinuria sopra il grammo nelle 24 ore o con insufficienza renale (creatinina maggiore di 1.5 mg/dL), l’impegno gastroenterico e l’impegno del sistema nervoso centrale identificano le forme piu’ gravi.
E’ molto importante definire l’aggressività di una vasculite per instaurare una terapia precoce efficace al fine di controllare rapidamente la malattia e migliorare la mortalità (6-20% a 5 anni con terapia aggressiva contro una bassa sopravvivenza senza terapia aggressiva).
La qualità di vita è peraltro spesso bassa, con ricadute (non infrequenti) e comorbilità cronica (legata anche ai farmaci) ancora frequenti.

Quale la terapia?

La terapia dipende dal tipo di vasculite e dall’organo che questa ha interessato; se questo è un organo vitale chiaramente la terapia dovrà essere più aggressiva rispetto ad un interessamento di un organo non vitale come ad esempio la cute.

Uno dei farmaci maggiormente usati nelle vasculiti maggiori è la ciclofosfamide, un immunosoppressore alchilante che può essere usato in boli ev o per via orale.  La ciclofosfamide è adoperata, associata al cortisone ad alte dosi, per cercare di indurre la remissione della malattia. Una volta ottenuta la remissione la terapia viene poi proseguita per alcuni anni con farmaci adatti per il “mantenimento” della remissione. Tra i piu’ usasti la azatioprina. Il cortisonico, come già detto, viene adoperato a dosi elevate inizialmente e poi progressivamente ridotto fino a sospensione. In alcuni casi gravissimi è contemplato, accanto allo steroide ed alla ciclofosfamide, l’utilizzo della plasmaferesi.  Un’altra terapia possibile in alcune forme, specie se coinvolgimento del sistema nervoso periferico, è quella con immunoglobuline ev ad alte dosi. In casi di malattia refrattaria o recidivante viene ora contemplato l’uso di un farmaco biotecnologico che agisce sulle cellule B; si tratta del rituximab (anti CD20), farmaco che dimostrato molta efficacia e che ora può essere usato in casi selezionati in alternativa alla ciclofosfamide.

Nelle vasculiti minori, dove non c’è interessamento di organi vitali, spesso è sufficiente una terapia a base di steroidi a medio alto dosaggio con riduzione progressiva della dose.


Principali vasculiti

POLIARTERITE NODOSA

Originariamente descritta da Kussmaul-Maier si tratta di una vasculite necrotizzante che interessa arterie muscolari di piccolo e medio calibro di qualsiasi organo ad eccezione del polmone che è raramente interessato. E’una malattia piuttosto rara con incidenza annuale di 0.7/100.000 e prevalenza 6.3/100.000. Tali dati aumentano in zone ad alta endemia per infezione da HBV come tra gli Eschimesi dell’Alaska. Il rapporto maschi-femmine di 2:1 con prevalenza nella quarta e quinta decade di vita. Interessa tutti i gruppi razziali.
Le cause della malattia restano al momento pressoché sconosciute anche se dal punto di vista della patogenesi si pensa siano coinvolti immunocomplessi.
Gli antigenio coinvolti possono essere virali (in particolare virus dell’epatite B) o endogeni (malattie del tessuto connettivo?, neoplasie?)
Manifestazioni cliniche: accanto a sintomi poco specifici quali astenia, iperpiressia, calo ponderale, ci possono essere manifestazioni correlate al coinvolgimento di determinati organi bersaglio: glomerulonefrite necrotizzante per interessamento dei reni, insufficienza cardiaca o infarto miocardico per coinvolgimento del cuore.

Frequente l’interessamento articolare con artrite non erosiva in circa la metà dei pazienti.

Nel 50% dei casi è coinvolto l’apparato digerente con dolore addominale, diarrea mucosanguinolenta fino a quadri di perforazione intestinale e peritonite. Tipico è l’interessamento neurologico con un quadro dimononeurite multipla dovuta all’interessamento dei vasa nervorum e caratterizzata da disturbi sensitivi (parestesie) e motori in un territorio di un nervo periferico degli arti. Poiché sono interessati vari tronchi nervosi in maniera asimmetrica si parla di mononeurite multipla; più rara la polineuropatia.

L’interessamento della cute si traduce in manifestazioni quali porpora palpabile; livedo reticularis, noduli eritematosi e dolenti.

Può esservi un coinvolgimento oculare con scleriti, coroiditi, iridocicliti, neurite ottica e infarto della retina.

Le alterazioni degli esami di laboratorio sono poco significative. In circa ¼ dei pazienti c’è positività per il virus dell’epatite B. Gli indici di infiammazione sono più o meno aumentati, vi è anemia, trombocitosi e leucocitosi neutrofila. Possono esserci segni dell’interessamento renale con proteinuria, microematuria, leucocituria, ipercreatininemia. Può, inoltre, esserci ipocomplementemia, presenza di immunocomplessi e crioglobuline e positività per il fattore reumatoide.

Gli anticorpi antinucleo e gli ANCA sono generalmente negativi.

Criteri classificativi: ACR 1990

1. perdita di peso > 4kg,
2. livedo reticularis,
3. dolore o dolrabilità testicolare,
4. mialgia o astenia,
5. mono o polineuropatia,
6. ipertensione sistolica > 90 mmHg,
7. iperazotemia > 40 mg/dl, ipercreatininemia >1.5 mg/dl,
8. positività sierica per antigeni o anticorpi dell’ epatite B
9. anormalità arteriografiche,
10. presenza di granulociti o infiltrato linfocitario misto alla biopsia di un’arteria di medio o piccolo calibro.

La presenza di 3 o più criteri permette di classificare il paziente come affetto da PAN.
La diagnosi si avvale della biopsia e/o dell’ arteriografia.
La prognosi varia in funzione dell’impegno d’organo.
Se non trattata la sopravvivenza a 5 anni è inferiore al 15%.
Dal punto di vista terapeutico si utilizzano cortisonici ad alte dosi associati a farmaci immunosoppressori (in particolare ciclofosfamide).

POLIANGIOITE MICROSCOPICA

Vasculite ad interessamento delle arterie di piccolo calibro (capillari, venule e arteriose) e caratterizzata clinicamente da glomerulonefrite in aggiunta alle manifestazioni della Poliartrite nodosa (PAN). Tipico è l’interessamento renale con glomerulonefrite necrotizzante focale segmentaria (GNFS) che conduce frequentemente ad insufficienza renale e può richiedere l’emodialisi.
In un terzo dei casi si assiste ad interessamento polmonare caratterizzato da emorragia alveolare,
Dal punto di vista laboratoristico a differenza della poliartrite nodosa è frequente la positività per ANCA (anti-mieloperossidasi) presenti nel 50-80% dei casi.

POLINAGIOITE GRANULOMATOSA CON EOSINOFILIA (CHURG-STRAUSS)

Rara malattia caratterizzata dall’associazione di vasculite sistemica necrotizzante e granulomatosa , eosinofilia ed asma bronchiale
Colpisce vari organi ed apparati in particolare quello respiratorio. L’età media di esordio è intorno ai 40 anni con lieve prevalenza del sesso maschile
Eziopatogenesi non nota. Sono sospettati fattori allergici o infettivi (Aspergillus, Trichinella) in grado di innescare meccanismi quali reazioni da immunocomplessi.
Un altro meccanismo implicato potrebbe essere attribuito agli ANCA (in particolare i p-ANCA).

Manifestazioni cliniche:

1. sintomi aspecifici (astenia, febbre, perdita di peso)
2. rinite allergica
3. asma bronchiale
4. sintomi respiratori: tosse poco produttiva
5. manifestazioni cutanee: porpora o noduli
6. mononeurite multipla
7. manifestazioni articolari: artralgie o artriti
8. insufficienza cardiaca

Agli esami ematici riscontro di eosinofilia (nell’85% dei casi); aumento delle IgE sieriche, presenza di immunocomplessi. Nel 50-70% dei casi positività per i p-ANCA.
Alla radiografia del torace presenza di infiltrati fugaci a chiazze o diffusi; talora si rende necessaria la biopsia polmonare o vascolare.  

Criteri classificativi

1. Asma bronchiale
2. Eosinofilia >10%
3. Mono o polineuropatia
4. Infiltrati polmonari fugaci
5. Anormalità dei seni paranasali e infiltatri eosinofili alla biopsia vascolare
Terapia: cortisonici associati a immunosoppressori (in particolare ciclofosfamide).

POLIANGIOITE CON GRANULOMATOSI (WEGENER)

Vasculite caratterizzata da lesioni vascolari necrotizzanti e granulomatose a carico dell’apparato respiratorio e da glomerulonefrite. E’ una malattia rara (4 casi per milione) con prevalenza del sesso maschile attorno alla IV e V decade di vita.
Non è nota l’eziopatogenesi ma è ipotizzata una reazione da ipersensibilità (fattori eziologici sconosciuti potrebbero indurre una reazione anticorpale con successiva formazione di immunocomplessi patogeni), il coinvolgimento dell’immunità cellulo-mediata (responsabile della formazione di granulomi) ed il ruolo dei c-ANCA.

Caratterizzata da 3 aspetti istopatologici fondamentali:

1. granulomi necrotizzanti  del tratto respiratorio superiore, inferiore o di entrambi
2. vasculite necrotizzante o granulomatosa delle piccole arterie e vene di vari organi e principalmente del polmone
3. glomerulite necrotizzante, focale e segmentaria

L’apparato respiratorio e renale sono i più coinvolti.
Manifestazioni cliniche:
Apparato respiratorio: rinosinusite cronica, ulcerazioni della mucosa nasale, condrite nasale con deformità del “naso a sella”, otite media sierosa.
Nei casi più gravi difficoltà respiratoria, tosse, dolore toracico ed emottisi (perdita di sangue con i colpi di tosse).
Manifestazioni renali: glomerulonefrite (ematuria, cilindruria, proteinuria), sino a quadri di franca insufficienza renale acuta.
Manifestazioni articolarti: artralgie, artriti.
Manifestazioni oculari: sclerite ed episclerite, uveite e neurite ottica, pseudotumor oculi.
Manifestazioni neurologiche: mononeurite,  polineurite.
Interessamento cardiaco: miocardite.

Dal punto di vista degli esami ematici riscontro di incremento degli indici di infiammazione (VES, PCR, fibrinogeno); aumento IgA e IgE, positività per c-ANCA (> 90%).

Alla radiografia del torace ( o ancor meglio dalla TAC del torace ad alta risoluzione) si evidenziano infiltrati polmonari di tipo nodulare che possono escavarsi centralmente e sovra-infettarsi.

Criteri classificativi:

1. infiammazione nasale o orale
2. lesioni polmonari (noduli, infiltrati fissi o escavazioni)
3. alterazioni del sedimento urinario
4. lesioni istologiche che dimostrano  flogosi granulomatosa nella parete del vaso o nell’area peri o extravascolare

La terapia si avvale di cortisonici ad alte dosi associati ad immunosoppressori quali la ciclofosfamide. Possibile uso di anti CD20 (rituximab).

PORPORA DI SCHONLEIN-HENOCH

Si tratta di una vasculite abbastanza frequente nell’età pediatrica (generalmente al di sotto dei 7 anni d’età) ma che può manifestarsi anche nel soggetto adulto con predilezione per il sesso maschile.
La malattia è frequentemente preceduta da infezioni (Mycoplasma, streptococchi, virus di Epstein, Barr, virus dell’epatite B, varicella, parvovirus B19). In alcuni casi può scatenarsi dopo vaccinazioni o a seguito dell’assunzione di farmaci (antibiotici, aspirina).     

Manifestazioni cliniche:

1. porpora cutanea localizzata ai glutei e agli arti inferiori
2. dolore addominale
3. interessamento articolare con artriti e artralgie
4. interessamento renale (glomerulonefrite sino a quadri di insufficienza renale acuta).

La diagnosi è soprattutto clinica associata al riscontro laboratoristico di elevazione di immunoglobuline di tipo A. Importante è la biopsia delle lesioni cutanee.

Dal punto di vista della prognosi la severità dell’interessamento renale è il fattore più sfavorevole.
Come terapia si utilizzano cortisonici a dosi medio-basse e talora la plasmaferesi.

Link alla pagina VASCULITE su Wikipedia

(27 giugno 2013)

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