Fibromialgia - ATMAR

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ARGOMENTI MEDICI > Il medico risponde


Fibromialgia

Rispondono i nostri specialisti della U.O.C. Reumatologia dell'Ospedale S.Chiara - TRENTO

Dott. Giuseppe Paolazzi
Primario U.O. Reumatologia
Responsabile alta specializzazione reumatologia

Dott. Roberto Bortolotti
Sostituto del direttore, responsabile di struttura semplice day hospital e farmaci biotecnologici

  • SINTOMATOLOGIA DELLA FIBROMIALGIA

D. Ho 51 anni e dal 2006 mi e' stata diagnosticata una fibromialgia da un immunologo specialista dell'ospedale Civile di Brescia.Da questa data non mi sono piu' state prescritte indagini immunologiche. Non rispondo ad alcun tipo di cura.Ora da circa due anni ho un'artrosi degenerativa che mi sta colpendo le mani. In un anno il medico mi ha sottoposto a due inevitabili interventi ,uno artroplastica carpocarpale/carpo metacarpale senza impianto dx senza impianto e dopo 8 mesi (causa continui ed incontrollabili dolori ) ha fatto una revisione ed un inserimento di spaziatore in pirocarbonio.Intervento ben riuscito e con quasi scomparsa dei dolori riguardanti  la rizoartrosi..Ora si presenta lo stesso problema all' altra mano, ai gomiti e pure al ginocchio sinistro.E' pure stata riscontrata un'eccessiva perdita di calcio nella mano operata.Ora il medico ha richiesto una Dexa  al femore e alla colonna vertebrale che verra' fatta il 18 giugno. Sono presenti comunque sempre dolori diffusi in tutto il corpo,disturbi del sonno ,stanchezza cronica,colite,gastrite,febbricola.Il medico richiedeva un approfondimento generale a livello immunologico anche per decidere se e come intervenire anche sull'altra mano. Avrei piacere ad avere un consulto presso il vostro ospedale. Se cortesemente potete suggerirmi come e cosa devo fare (anche eventuali accertamenti che voi richiedete prima della visita) per avere un appuntamento nella vostra struttura ve ne sarei molto grata.

Risponde il Dott. Roberto BORTOLOTTI

R.  La sintomatologia dolorosa diffusa, associata a disturbi del sonno ,stanchezza cronica, colite, gastrite, sono tipici della fibromialgia. La diagnosi è stata fatta presso il centro specialistico di Brescia  che è sicuramente un centro di riferimento anche per questo tipo di patologia. In questa forma di malattia gli esami ematici (indagini immunologiche, autoimmunità) sono negativi o con alterazioni di scarso significato che non si modificano nel corso degli anni. Per quanto riguarda rizoartrosi e osteoporosi si tratta di affezioni diverse con trattamenti conseguenti in base alla espressione clinica e gravità. Se è stata sottoposta a trattamento chirurgico per la rizoartrosi evidentemente le terapie mediche e conservative non avevano potato a significativi vantaggi. Tenga conto che la fibromialgia è una affezione che esalta purtroppo la sintomatologia dolorosa per qualsiasi altra cause provenga. Una controllo bioumorale potrebbe essere indicato in caso di rivalutazione per valutare o escludere altre patologie concomitanti. Nello specifico gli esami vengono scelti in base alla storia  clinica e alle evidenze obiettive. Se vuole prenotare una visita presso il nostro centro può telefonare al centro unico di prenotazione:  848-816-816


  • E' FIBROMIALGIA?

D. Gentile dottore, da circa due mesi soffro di dolori alla schiena (una notte sono rimasta bloccata) e da allora, nonostante punture di Voltaren e Muscoril, cortisone, antidolorifici, Tecarterapia, manipolazione fasciale, il neurologo ha diagnosticato probabile fibromialgia. Il dolore lo avverto, soprattutto, nella parte dorsale sinistra e qualche volta a destra e a centro schiena e vado avanti col paracetamolo. Cosa fare esattamente, per far passare il dolore e curare questa fibromialgia?

Risponde il Dott. Giuseppe PAOLAZZI
R.  Se la diagnosi di fibromialgia è corretta deve essere impostato un piano di intervento farmacologico e non farmacologico con l’obiettivo di migliorare il dolore e la sua qualità di vista.  La terapia della fibromi algia prevede un approccio multisciplinare partendo dalla educazione della paziente su cosa effettivamente significa avere questa sindrome. Tenga presente che l’essenza di questa forma è il dolore e la terapia dello stesso è una terapia causale e non sintomatica.
Meglio quindi che senta un reumatologo per la definizione di un programma.


  • COSA MI DICE DELLA FIBROMIALGIA?

Risponde il Dott. Giuseppe PAOLAZZI
R. Troverà un'ampia trattazione della malattia nel sito. Abbiamo già dedicato un convegno alla malattia e può scaricare dal sito ATMAR la rivista che riporta gli interventi dei relatori. La terapia della malattia è molto complessa e la UO di Reumatologia, in collaborazione con l'ATMAR, ha implementato un percorso di cura per i pazienti che ne soffrono. La fibromialgia è stata recentemente riconsociuta dalla PAT come malattia esente da ticket.

  • PLAQUENIL O LYRICA NELLA CONNETTIVITE E FIBROMIALGIA?

D. Sono una paziente, affetta da connettivite indifferenziata e fibromialgia,con pos FAN e modico consumo del C3. Ho seguito terapia per fibromialgia con Lyrica paroxetina+samyr,però da diversi mesi un dolore all'osso sacro mi tormenta. Eseguito rx bacino che evidenzia discreta irregolare sclerosi dei capi articolari di entrambe le sicondrosi sacro+iliache ,prevalenti in sede declive ove minime erosioni marginali. Eseguita RMN dove non si evidenzia niente di particolare. Per problemi di strada ho dovuto cambiare reumatologo, il quale mi ha sospeso ogni terapia precedente per la fibromialgia inserendo Plaquenil 200 mg1 cp, neulenic 600 1 cp. Con la sospensione della precedente cura ovviamente sono stata molto male, ripresi fans con sollievo momentaneo ma molta gastrite. La mia paura è  iniziare il plaquenil visto la mia scarsa tollerabilità ai farmaci, o introdurre nuovamente la terapia per la fibromialgia che pero' non agiva sul dolore al sacro!! grazie!!

Risponde il Dott. Giuseppe PAOLAZZI
R.  La terapia con il Plaquenil si può usare nella cura della connettivite indifferenziata. Se lei ha una fibromialgia concomitante deve intraprendere una cura specifica per questa patologia, necessariamente integrata, con il supporto, se necessario, di altri specialisti. Mi descrive la presenza di una dubbia sacroileite alla Rx non confermata dalla RM. Questo aspetto non è presente né nella connettivite indifferenziata, né nella fibromialgia. Va dunque bene indagato. Va escluso in sostanza la presenza di un dolore lombare infiammatorio e la concomitante presenza eventuale di una spondiloartrite, un malattia reumatica infiammatoria, che ha nella presenza di dolore lombare infiammatorio e di sacroileite la sua essenza. Una RM negativa mi pare peraltro molto significativa nell'escludere un danno a detta articolazione. Il Plaquenil non cura il dolore sacrale. Se con la terapia per la fibromialgia ha persistente dolore al sacro si potrebbe verificare l'efficacia di terapia infiltrativa o di approccio al dolore con altre tecniche.


  • TERAPIE BALNEO TERMALI E FIBROMIALGIA

D. Soffro di fibromialgia, per ora in cura con Tramadolo gtt, nutripuntura ed una buona dose di forza d'animo per fronteggiare quotidianamente le difficoltà date dal dolore. Sto frequentando il secondo anno di Accademia di naturopatia ed a fine mese devo recarmi alla clinica antroposofica di Roncegno per uno stage di formazione sulle terapie con l'acqua...getti freddi,folgoranti, alternati. Noi studenti dobbiamo sottoporci personalmente a queste terapie. Solo l'idea di un getto freddo mi terrorizza poichè il freddo aumenta notevolmente il dolore. Vi chiedo un vostro parere: posso chiedere di essere esonerata dalle pratiche con acqua fredda o posso tentare e studiarne gli effetti? Inoltre chiedo un parere sui possibili benefici delle terapie balneo termali.

Risponde il Dott. Giuseppe PAOLAZZI
R. e terapie balneo termali, in acqua ed anche la fito terapia hanno risultati contrastanti nella sindrome fibromialgica. Il livello di evidenze della loro efficacia non è elevato. Vengono inserite tra le terapie complementari. Per contro anche la terapia medica ha dei limiti importanti. In pratica nessuna delle terapie, sia medica che complementare, se prese al di fuori di un programma multidisciplinare di cura mirato sulla persona hanno una prova di evidenza elevata. Ecco perchè abbiamo sentito, nel nostro ambito, la necessità di proporre un progetto interdisciplinare di cura (progetto Zefiro). Per quanto riguarda specificatamente la terapia balneo termale e la fito-balneo-terapia con erbe fermentate, ci sono, va detto, dei risultati
discreti in alcuni sottogruppi di pazienti. Non possono fare questa terapia pazienti che hanno dolore superficiale importante ed aspetti di dolore al solo sfioramento o contatto.In linea generale vanno evitati i fattori scatenanti del dolore. Se già lei sa che il freddo le provoca esacerbazione del dolore non deve sottoporsi a tale terapia considerato che anche il getto dell'acqua sul suo corpo, potrebbe essere (se si trova in fase iperalgica- di dolore anche per stimoli lievissimi) fonte di riaccensione-peggioramento del sintomo dolore.


  • FIBROMIALGIA E RISCHI NELLA TERAPIA CON INIBITORI SELETTIVI DELLA RICAPTAZIONE DELLA SEROTONINA (SSRI)?

D. Quali sono i rischi legati ad una terapia a lungo con SSRI, quali gli effetti collaterali, esiste una sindrome da sospensione, c'è una terapia disintossicante?

Risponde il Dott. Giuseppe PAOLAZZI
R. Il gruppo degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) è costituito da alcune molecole principali: fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina, citalopran, escitalopran. Hanno tutte meccanismo comune rappresentato dalla inibizione, a livello dei recettori nervosi, del riassorbimento della serotonina, uno dei principali neurotrasmettitori del sistema nervoso. Sono farmaci utilizzati anche nella terapia della sindrome fibromialgica, in quanto aumentano un mediatore, appunto la serotonina, che media il controllo del dolore.
Questi farmaci, pur presentando un indice terapeutico migliore dei triciclici classici, non sono esenti da effetti collaterali, quali perdita di appetito, nausea, insonnia, tremori, disturbi della sessualità; sono sconsigliati nella gravidanza e nell'allattamento. Richiedono circa 2-3 settimane prima di manifestare il loro effetto terapeutico. Esiste una sindrome da sospensione (per cessazione della terapia o per passaggio ad altri farmaci) che è caratterizzata da vertigini, astenia, ansia, agitazione. Questi sintomi in genere sono leggeri ed autolimitanti. Le varie molecole, pur avendo meccanismo di azione comune, possono avere gli effetti collaterali descritti, in particolare la nausea, più o meno marcati fra loro.
E' difficile dare una risposta singola alle sue domande.
In linea generale direi che è importante considerare che la terapia della sindrome fibromialgica non richiede l'affidamento alla sola terapia farmacologica. Se vuole superare il problema del farmaco deve considerare quelli che sono gli altri aspetti terapeutici ,quali la ripresa di una attività fisica regolare adeguata, moderata, le tecniche di miorilassamento, eventualmente una terapia di supporto psicologica e comportamentale. Questi approcci permettono di migliorare l'aspetto personale legato all'approccio alla malattia e favoriscono il "ristoro" di un sistema centrale del controllo del dolore più adeguato.
Se l'SSRI le dà beneficio deve continuarlo, mantenendo la dose efficace ed aiutandosi con farmaci analgesici e con gli approcci non farmacologici. Se tutta la terapia è concentrata sul farmaco è difficile smettere. Non penso sia il caso di pensare a terapia "disintossicante"specifica. Il farmaco non va mai sospeso di colpo, la dose va ridotta molto lentamente e comunque non penso sia in grado ora di sospendere. Discriminare tra effetti collaterali del farmaco e sintomi legati alla sindrome fibromialgica può essere difficile. Peraltro il reumatologo che la segue può orientarla su questo. Ciò che di più negativo trovo nel suo approccio è il fatto che Lei abbia abbandonato tutte quelle attività che possono aiutarla a vivere meglio ed a considerare la malattia sotto un altro aspetto. La conoscenza del tipo di disturbo, la collocazione dei sintomi in un ambito preciso, la conoscenza del perchè si manifesta il dolore aiuta l' approccio terapeutico che, ribadisco ,deve essere integrato. Se non ha disturbi diversi (legati a depressione o altro), dosi "massive" non sono in genere indicate nella fibromialgia. Meglio una terapia di associazione con una dose media di SSRI, analgesico, eventualmente miorilassante ma anche terapia complementare ed attività fisica adeguata. Non cambi le varie molecole. Assuma quella che tollera meglio. La sertralina è utile, in genere ben tollerata, ha come effetto collaterale maggiore la nausea che poi tende ad attenuarsi; viene usata anche nei pazienti obesi perchè potenzia la sensazione di sazietà con conseguente riduzione dell'introito di cibo e quindi calo ponderale. Esattamente quindi il contrario di quello che le sta succedendo. L'attività fisica regolare ed il controllo della malattia non solo farmacologico mi paiono in conclusione essenziali.


  • TRAUMI E FIBROMIALGIA

D. Sono fibromialgica da due anni, diagnosi fatta dopo un peregrinare incessante da medici , omeopati etc..... Dopo la diagnosi ho iniziato la cura prescrittami senza sgarrare mai, ed effettivamente le mie condizioni erano decisamente migliorate,poi quest'estate per una contrattura alla spalla sono andata da un chiropratico che scrocchiandomi il collo ha dato inizio ad un nuovo e peggiore inferno, ha scatenato non solo tutti i dolori fibromialgici possibili, ma anche vertigini, nausea, senso di malessere generalizzato che mi porto da due mesi e che non mi lascia mai...ho ripetuto tutte le analisi come se fosse l'inizio, nuove risonanze magnetiche che non hanno rilevato niente di preoccupante a livello vertebrale, sono finita al pronto soccorso, analisi nella norma e sguardi scettici......se cè un medico che mi ascolta dall'altra parte mi può dire se una manovra così può aver scatenato tutto questo e se c'è speranza che continuando la cura questo stato di malessere, soprattutto le vertigini mai avute prima possano attenuarsi?

Risponde il Dott. Giuseppe PAOLAZZI
R. La sindrome fibromialgica è essenzialmente una malattia che dà dolore diffuso associato ad una serie di altri disturbi funzionali. Tutto questo è legato al fatto che i pazienti che ne soffrono hanno una aumentata "amplificazione" degli stimoli dolorosi periferici in particolare a livello dei centri del cervello che regolano il dolore. Questo per cause in parte genetiche ed in parte biologiche-personali. Vari fattori esterni, compresi i traumi, possono peggiorare o indurre tale situazione. Non è raro quindi vedere pazienti che per manovre, traumi, stress esterni hanno un peggioramento. Consideri che molto di quello che viene dall' ambiente esterno viene perceipito in maniera esagerata in questi soggetti. Quindi si rimetta tranquilla, prosegua la sua cura e capisca, cosa fondamentale, il problema del quale soffre. I sintomi miglioreranno.

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